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Le complicazioni della gravidanza

LA TOXOPLASMOSI
La toxoplasmosi è una infezione che non dà problemi alla mamma, ma può essere trasmessa al feto e danneggiarlo. Il rischio di Toxoplasmosi materna durante la gravidanza è circa dell'1%. Il rischio di trasmissione al feto è del 33% ed un feto infetto su dieci sviluppa danni importanti.

Come si può prevenire l'infezione?
Precauzioni alimentari ed igieniche riducono le sue possibilità di contagio con cisti di Toxoplasma. Queste sono le raccomandazioni europee per dimezzare il rischio di contagio durante la gravidanza:
  • Non consumare carne cruda. In cucina, non assaggiarla prima della cottura e lavarsi bene le mani dopo averla maneggiata.
  • La carne deve essere ben cotta per eliminare eventuali cisti di Toxoplasma.
  • Se si desidera mangiare carne cruda o cotta al sangue, la carne deve essere prima congelata.
  • Non consumare salami, salsicce crude, prosciutto crudo, bresaola. Il congelamento nel freezer di casa (-20 C) elimina le eventuali cisti di Toxoplasma.
  • Salumi cotti (mortadella, prosciutto cotto, wurstel, cotechino) sono privi di rischio.
  • Il pesce crudo ed i molluschi crudi non contengono cisti di Toxoplasma (ricordarsi però che i molluschi non cotti possono essere portatori di malattie virali).
  • Lavare bene la frutta e le verdure da consumarsi crude sotto abbondante acqua corrente.
  • Il gatto può liberare cisti di Toxoplasma con le feci durante il periodo di infezione acuta che dura circa 3 settimane. Per questo motivo è bene usare dei guanti per cambiare la sua lettiera.
  • Solo i felini hanno questa caratteristica e tutti gli altri animali non possono essere fonte di contagio (cani, cavalli, criceti, etc.).
  • Le cisti di Toxoplasma ricircolano nel terreno per lungo tempo, per cui usare sempre i guanti per giardinaggio e lavarsi bene le mani alla fine del lavoro.
Cosa fare se non si hanno anticorpi contro il Toxoplasma e si è quindi esposte alla possibilità di contrarre questa infezione durante la gravidanza?
Il controllo mensile del sangue materno permette di diagnosticare tempestivamente l'infezione, di curarla e di proteggere il feto.

LA ROSOLIA
La rosolia è una malattia infettiva contagiosa di origine virale. I sintomi più tipici sono delle macchie di color rosa delicato che compaiono prima sul viso, poi sul tronco e sugli arti, una febbre leggera, un certo ingrossamento delle ghiandole del collo. Si manifesta dopo 2-3 settimane dal contagio e si conclude nell'arco di 2-5 giorni. Quando la rosolia colpisce una donna ai primi mesi di gravidanza, il virus può attraversare la barriera della placenta e danneggiare l'embrione, provocando malformazioni molto gravi. Se il contagio avviene nel primo trimestre di gravidanza, è abbastanza frequente abortire.

Come si può prevenire l'infezione?
La gravidanza va affrontata in condizioni di immunità, cioè quando l'organismo ha già fabbricato le proprie armi di difesa contro il virus. Si diventa immuni solo dopo aver contratto la malattia o dopo esser state vaccinate.
Il metodo più sicuro per valutare il proprio grado di immunità è il Rubeo-test (il risultato è espresso con un numero che indica il tasso di anticorpi antirosolia).
Vaccinarsi è semplice e non comporta nessun rischio. Dopo la vaccinazione va evitata la gravidanza per 3 mesi. Non sempre però la vaccinazione da un'immunizzazione sufficiente, per cui prima di affrontare una gravidanza è consigliabile un ulteriore controllo.

Cosa fare se non si hanno anticorpi contro la Rosolia e si è quindi esposte alla possibilità di contrarre questa infezione durante la gravidanza?
Se durante il primo trimestre di gravidanza non si è immuni, non è più possibile fare la vaccinazione perché anche il virus attenuato presente nel vaccino può danneggiare l'embrione. Nel caso si venisse a contatto con qualcuno malato di rosolia si può ricorrere all'immunizzazione passiva mediante gammaglobuline umane. Chi lavora a stretto e continuo contatto con i bambini, che rappresentano la più comune occasione di contagio, può richiedere il precongedo di maternità.

IL DIABETE GESTAZIONALE
Il diabete è una malattia che comporta uno squilibrio nella trasformazione e nell'assorbimento degli zuccheri e che può manifestarsi in varie forme e con vari gradi di gravità. Il diabete gestazionale è una forma particolare della malattia che compare durante la gravidanza e che scompare dopo il parto.
Possono manifestare tale forma di diabete donne che hanno uno o più dei seguenti fattori di rischio:
  • obesità
  • presenza in famiglia di parenti diabetici
  • precedente figlio con peso alla nascita superiore ai 4000 gr
  • precedente gravidanza conclusa con parto prematuro o con la morte del feto.
Alle donne a rischio verrà richiesta la curva da carico orale di glucosio.
In caso di diabete, le condizioni materne e quelle fetali vanno mantenute sotto stretto controllo per tutta la durata della gravidanza. Se si tratta di uno squilibrio lieve, può essere corretto con la sola dieta e con controlli accurati delle condizioni fetali. Negli altri casi è necessaria una vera e propria terapia. Se tutto procede senza ulteriori complicazioni, la gravidanza si conclude a termine normalmente. In caso contrario può essere necessario anticipare il parto di qualche settimana.

LA GESTOSI
E' una malattia che compare esclusivamente in gravidanza. Coinvolge vari organi e può avere manifestazioni diverse in rapporto al grado di gravità. Sembra che siano più esposte a questo rischio le donne che sono alla prima gravidanza (specie se di età superiore ai 37 anni), quelle in attesa di gemelli, le donne obese, diabetiche o che erano ipertese già prima della gravidanza e quelle che hanno già avuto la gestosi in una precedente gravidanza. Nelle donne che si sottopongono a controlli regolari, la gestosi può essere prevenuta perché individuando al più presto le prime alterazioni si possono prendere provvedimenti che impediscono la comparsa della malattia vera e propria. Uno dei primi sintomi della gestosi è l'eccessivo aumento di peso e la comparsa di gonfiore generalizzato. Successivamente possono comparire un aumento della pressione arteriosa e la presenza di albumina nelle urine. I disturbi circolatori e renali che caratterizzano questa malattia, impediscono l'adeguato funzionamento della placenta con possibile ritardo dell'accrescimento fetale. La madre può essere colpita da fortissimi mal di testa e dolori allo stomaco. In rari casi può esserci perdita della coscienza e crisi di tipo epilettico (eclampsia).
Le forme più lievi di gestosi scompaiono dopo il parto e non lasciano conseguenze. Se la malattia è grave è necessario il ricovero in ospedale e spesso il parto viene anticipato di qualche settimana rispetto alla naturale scadenza.