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La donna che lavora. Gravidanza e puerperio
La disciplina legislativa di tutela delle lavoratrici madri e gestanti è regolata dalla legge 30/12/1971, n.1204 e dal relativo regolamento di attuazione emanato con D.P.R. 25/11/1976, n.1026. Questi due testi normativi garantiscono le lavoratrici in gravidanza da eventuali licenziamenti, fissano la disciplina dei periodi di astensione dal lavoro per la tutela della loro salute e di quella del bambino ed impediscono che vengano adibite a mansioni faticose o comunque pregiudizievoli al buon andamento della gravidanza.
Durante lo stato di gravidanza e puerperio la lavoratrice ha diritto di astenersi dal lavoro:
per i due mesi precedenti la data presunta del parto indicata nel certificato medico di gravidanza;
per il periodo intercorrente tra la data presunta del parto e il parto stesso;
per i tre mesi dopo il parto;
per un ulteriore periodo di sei mesi dopo il periodo di cui alla lettera c (astensione facoltativa).*
* Durante il periodo di astensione facoltativa (che può essere anche frazionato, cioè non goduto tutto di fila), la lavoratrice percepisce il 30% della retribuzione e, di questo periodo si tiene conto ai fini dell'anzianità di servizio e del T.F.R., ma non delle ferie e della tredicesima mensilità.
La lavoratrice ha diritto alla conservazione de posto di lavoro per tutto il periodo di gestazione, attestato da regolare certificato medico, e fino al compimento di un anno di età del bambino, salvo le eccezioni previste dalla legge (…)
L'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) è l'ente che gestisce tutti gli interventi previdenziali a favore delle lavoratrici madri (legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, art. 74).
Padre e genitori adottivi
. La legge sulla "Parità di trattamento fra uomini e donne in materia di lavoro" (legge 9/12/1977, n.903, integrata dalla legge 10/04/1991, n.125) ha esteso alcune delle norme per la tutela della madre lavoratrice anche alle madri adottive e ai padri, sia adottivi che naturali, per consentire anche a loro di soddisfare le esigenze primarie del bimbo.
In genere, la gravidanza non impedisce una normale attività lavorativa e non interferisce con le normali abitudini di vita. E' necessario evitare sforzi fisici notevoli o fatiche inutili, così come l'esposizione a sostanze tossiche o a radiazioni.
Nei primi mesi sonnolenza e stanchezza spropositate all'attività svolta sono un problema molto comune in conseguenza delle profonde modificazioni ormonali. Negli ultimi mesi di gravidanza, al contrario, ci possono essere problemi di insonnia dovuti sia ai movimenti fetali che alla tensione emotiva per l'avvicinarsi del parto.
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